La poesia di Alessia è un idioma fatto di intensità, contiene una grammatica specifica per interrogare la realtà in forma delicata ma radicale, critica. Con questa terza opera, Alessia Iuliano rivela i contrasti dell’animo umano e tutte le antitesi presenti nella vita quotidiana.

La nota di Liberato Russo ad Alessia Iuliano, per Dopo la favola.

Alessia Iuliano, con questa sua nuova opera, nuda, cruda ma fortemente matura, conferma che l’unica via possibile per tradurre il mondo è l’amore, nonostante tutto. Anche ‘dopo la favola’, l’amore riesce a condurci per mano, bonifica il nostro animo e benefica il cuore di chi incontriamo sul nostro cammino.

𝐔𝐧 𝐫𝐞 𝐧𝐮𝐝𝐨, 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐨𝐫𝐨𝐧𝐚.

“𝐃𝐎𝐏𝐎 𝐋𝐀 𝐅𝐀𝐕𝐎𝐋𝐀”, 𝐥’𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚 𝐩𝐨𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐚 𝐈𝐮𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐟𝐚 𝐬𝐜𝐚𝐜𝐜𝐨 𝐦𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚.

𝒅𝒊 𝑳𝒊𝒃𝒆𝒓𝒂𝒕𝒐 𝑹𝒖𝒔𝒔𝒐

Spesso si dice che per leggere un romanzo ci vogliono due o tre ore. Per leggere una poesia ci vuole una vita intera. Ed è così, se penso che in una poesia è racchiusa tutta l'esistenza, la trama delle relazioni, tutti gli stati d’animo, i pensieri.

E’ così anche per la produzione poetica della giovane e affermatissima Alessia Iuliano, della quale ho avuto il piacere di leggere l’ultima raccolta poetica: “DOPO LA FAVOLA” pubblicata nella collana curata da Davide Rondoni, poeta e drammaturgo di fama internazionale.

Con “Dopo la favola”, l’autrice termolese - già conosciuta al pubblico per le precedenti raccolte “Non negare nessuno” (CartaCanta, 2016), vincitore del Premio Le stanze del tempo, e “Ottobre nei viavai” (RPlibri, 2018) – presenta un nuovo libro in cui la parola diviene segno tangibile, emblema, sigillo di un linguaggio che si trasforma in immagini tutte da leggere.

La poesia di Alessia Iuliano è fatta di contemplazione, di passione, di contrasti, di dissidi intimi, di prese d’atto, dove l’amore per l’umanità, per i luoghi a lei più cari, per gli elementi della natura, diventano rivelazione ma anche metafora dei propri stati d’animo.

Ma c’è anche tanto mutamento nelle ultime poesie di Alessia; c’è la consapevolezza di una realtà che racconta verità diverse o lontane dal sogno, dalle illusioni di un tempo passato.

Parlando spesso con Alessia, leggendo di lei e perdendomi tra i suoi versi e le sue visioni, ho scoperto un’artista vera, una donna ricca di passioni, di certezze e insicurezze, esattamente quelle che ogni essere umano ha ricevuto in dono.

Sono tanti i termini da utilizzare per descrivere la poesia e l’arte di Alessia Iuliano. La sua poesia è ermetica perché cela segni e significati, rappresentando peró un linguaggio travolgente. I suoi versi sono profondi, fanno tanto rumore, a volte sconvolgono, altre volte sanno prendere per mano e dare sicurezza.

La poesia di Alessia è un idioma fatto di intensità, contiene una grammatica specifica per interrogare la realtà in forma delicata ma radicale, critica. Con questa terza opera, Alessia Iuliano rivela i contrasti dell’animo umano e tutte le antitesi presenti nella vita quotidiana.

C’è l’amore e c’è la perdita, c’è la memoria e c’è l’oblio. Queste forze mettono a fuoco alcuni momenti della vita che, in fondo, appartengono a ciascuno di noi. Una vita che non è una favola, che certamente non può essere solo sogno – anche se non è mai inibito – ma diviene una presa di coscienza sul bene e sul male, sul dolore e sul disincanto.

Leggere questa nuova silloge è stato per me un po’ come attraversare il deserto. Un deserto che rappresenta il chiaroscuro dei pensieri e delle attese, il bianco e il nero, il punto più basso e più lontano che può raggiungere la coscienza.

Attraversare il deserto, dunque, e chiedersi se soccombere all’oblio, alla dimenticanza, alla solitudine o raggiungere un’oasi di salvezza, benché consapevoli del proprio mutamento interiore. Perché, come spesso accade, solo attraversando il dolore, ascoltando il proprio silenzio, si è capaci di dare un nome alle proprie paure, alle incertezze, per tornare in superficie più consapevoli dei propri limiti, delle proprie virtù, con uno sguardo sul mondo davvero puro, sincero, più vero.

Alessia Iuliano, con questa sua nuova opera, nuda, cruda ma fortemente matura, conferma che l’unica via possibile per tradurre il mondo è l’amore, nonostante tutto. Anche ‘dopo la favola’, l’amore riesce a condurci per mano, bonifica il nostro animo e benefica il cuore di chi incontriamo sul nostro cammino.

Un animo, quello di Alessia, che spesso è avvolto dalla vampa della fiamma, un fuoco che brucia nel suo animo, che sprigiona vita, che abbaglia, che rivela. Nel bene e nel male quel fuoco è presente in ogni sua emozione, nelle sue espressività, nei modi e nei tempi che dilatano il vivere quotidiano.

Non resta che ascoltare la sua parola, scendere nell’abisso del suo pensiero, nei meandri del suo sguardo. E l’occasione è propizia, quando domenica 26 gennaio 2025, (ore 18) nella suggestiva cornice del Castello Svevo di Termoli, Alessia svelerá al pubblico la sua nuova creatura. Lì, nel cuore del borgo antico federiciano, quella parola si libererà del tempo e nella sua veste sacra, si lascerà liberamente contemplare.