Musicoterapia

Musicoterapia

La musica per l’armonia
e il ritmo è una scienza dei
fenomeni d’amore

(Platone, Simposio)

Che cosa c’è in noi perché la musica desti meraviglia?

Perché avviene questo stupore, questo trasporto che la musica alimenta suscitandoci emozioni così vere e intense?

La musica esercita simultaneamente più parti del cervello rispetto a qualsiasi altra attività, sin dal grembo materno il bambino entra in relazione col suono e quest’ultimo influenza ed è al contempo parte fondamentale del suo successivo sviluppo.

Chi può beneficiare
della musicoterapia?

Bambini, adolescenti, adulti e anziani affetti da:

  • Alterazioni funzionali dell’apparato neuromotorio;
  • Sindrome di Down;
  • DAS;
  • Piccole nevrosi, stati d’ansia, stati depressivi, disturbi psichici e dell’umore, disturbi della personalità o dell’identità;
  • Demenze senili degenerative.

Ma si può intraprendere un percorso di Musicoterapia anche in caso di problemi di concentrazione, di apprendimento, di comunicazione o
durante la gestazione, come accompagnamento al parto e allo sviluppo neonatale.

Definizione attuale

La musicoterapia è una applicazione scientifica del suono e della musica. Viene utilizzata per dare vita ad una relazione terapeutica finalizzata al raggiungimento di scopi clinici o rieducativi, da operatori provvisti di competenze specifiche in area musicale, psicologica e medica.

(C.Madsen – S.Feliciani)

Un po’ di storia

Il primo trattato di musicoterapia risale al diciottesimo secolo ed è attribuito alla persona di Richard Brockiesby, musicista e medico di Londra, il volume di si presentava come un compendio teorico che sosteneva il valore della musica come strumento valido per la comunicazione e la terapia.

Nel diciannovesimo secolo, poi, con l’opera monumentale Tonpsychologie (Psicologia del suono) in due volumi, lo psicologo e filosofo tedesco Carl Stumpf pone le basi scientifiche della moderna musicoterapia, abbandonando definitivamente la strada empirico-ritualistica.

A partire dal ventesimo secolo vennero intraprese ricerche nel campo della psicologia infantile ed evolutiva e delle neuroscienze cognitive che oggi ci permettono di considerare il suono e l’attività musicale degli elementi indiscutibilmente fondamentali alla vita e allo sviluppo dell’essere umano.

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