I miei Libri

Ottobre nei Viavai

Critica

Alessia Iuliano dà il via a un cammino di luoghi e sensazioni, di rumori ed emozioni, di colori e odori che si fanno spazio tra i versi, e sembrano innescare nel lettore il senso di inclusione, di compartecipazione di esistenze, affinché anche un fiore, le parole, le statue, il silenzio, il muro, possano dare contributi e, in particolare, fare dell’essere umano il mezzo per la loro esaltazione; perché l’uomo e ogni parte che l’attorni possano sentirsi validi e simili nei sentimenti, in quanto pezzo di un complesso e unito Essere.

Ilaria Vassallo

[…] I versi di Alessia Iuliano conservano e valorizzano una distanza. Meditano intorno al bello, con fugaci istantanee elegantemente composte, tessendo una trama affascinante che è un inganno al pari della tela di Arianna. Allucinatoria come un sogno, […] Il verseggiare della Iuliano è capace di evocare immagini mai banali, fuori dal tempo, che accostano la classicità del mito alla modernità della forma lirica. Quest’ultima spicca per originalità, dà prova di una coraggiosa e autonoma ricerca. (“Ho sognato la vita che desideri/ come dopo lo scoppio dei fuochi/ in cielo Hesperos ragazza/ non la stella dei naviganti/ inesperti all’amore/ ho sognato le cicale/ di giorno smentire la notte ascoltata/ ai seni muti della luna/ per i crateri incensati dai perché”). […]

Alessandro Paglialunga

Il lavoro non soltanto è ben costruito e scritto ma mostra chiaramente un’ulteriore maturazione della già solida capacità di scrittura. […] Citazioni e frammenti mitici, profondità di analisi, la Iuliano ha scavato nell’abisso personale, scarnificato e reso esteticamente fruibile l’Io lirico; non inganni una lettura disattenta, è un Io-Noi, termine e terminato, riflesso e riflessivo, appagante ma non appagato.

Il viavai è una strada, anzi un viaggio per l’autrice che non si chiede (e non chiediamocelo pure noi) dove la porterà la sua bella e sicura capacità di fare poesia, le mete si sa servono soltanto agli insicuri.

Giulio Maffii

[…] è un libro in cui il senso del tempo è dettato dal rapporto col mito: «l’Olimpo non è cielo arcaico e mitologico, ma agito a utilizzo vitale del mirino noi. Quando sappiamo scoprire il mito in noi»

Melania Panico

Non Negare Nessuno

Critica

[…] La poesia della Iuliano si fa strada attraverso un mondo del tutto personale, intimo, fatto di brevi ma intensi attimi di osservazione e di riflessione, che poi lei ribalta, anzi modella, sulla realtà esterna. […] Alessia Iuliano entra quindi con determinazione nell’essenza delle cose, traendone poi il frutto di verità che in esse è sempre celato, quel nocciolo segreto che solo gli artisti e i sensibili riescono a individuare e poi ad esprimere tramite il grande dono dell’arte creativa e della poesia. […]

Giuseppe Vetromile

[…] Alessia racconta la ferita, pur bella, dell’incontro, di un amore che parte da un punto preciso, che tenta di abbracciare tutto: è così che nei suoi versi si incontrano i cani che si fiutano e i piccioni che nessuno scaccia e che s’incontra nelle sue parole la precisione dei volti sfuocati, e in quel tu che è innamorato, madre, fratello minore, e Alessia chiede, incessantemente, la vita: «C’è vita ovunque, la senti?» […] Quella di Alessia è una poesia che si amplia, esplode in un grido d’amore, la preghiera di chi voleva spiegarsi l’amore, «ma la ragione è una cosa piccola» […]

Stella N’Djoku

[…] La poesia della Iuliano nasce dunque da un’affermazione netta, da un deciso che l’io lirico ribadisce con vigore nei vari brandelli – quotidiani, metropolitani, naturali, elegiaci, notturni – che compongono il libro: «Questa notte così folta / ha la violenza / delle cose che stupiscono / quando serrata / la bocca non basta // è il tuo gridare / muto […] // è la tua sete a chiamarlo» (p. 20). […]

Pietro Russo

L’opera prima di Alessia Iuliano è un viaggio nella partita della vita. È l’umano accettare – con tutti i sacri vincoli e limiti che questa scelta impone – tutto. Il titolo del libro “Non negare nessuno” è eloquente da questo punto di vista e indica l’esistenza di un progetto sotteso all’opera. […] Il nesso stretto tra io e mondo è un quasi confondersi con le cose, nelle cose trovare la divinità che sempre si manifesta e arricchisce il sottotesto. Potremmo anche definirla una scrittura della verità che tenta, nella ricerca di un reale e concreto percorso poetico, di andare oltre il grembo delle inquietudini. In poesia resta sempre quel senso di impronunciabile e non detto: “l’aria mi arrende/ come piega l’ulivo in giardino/ è la nostra impotenza/ a baciarci la fronte”. […]

Melania Panico

Iuliano ha qualità, senso del ritmo e un dettato potente e in potenza. Aspettiamo, senza fretta e senza metterle fretta, il suo nuovo progetto di scrittura. Intanto godiamo la sua antinegazione, Bigongiari docet, che un abisso non lo si nega a nessuno. 

Giulio Maffii