Infanzia, creatività e arte

Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita
vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire, la voglia di comunicare.
Bruno Munari

Arte e creatività sono fondamentali alleati nella crescita e nello sviluppo del bambino. Quest’ultimo non è affatto un “piccolo adulto” ma una persona dotata di una sua ricchezza e peculiarità. Oggi sappiamo che la differenza che c’è fra il pensiero dell’adulto e quello del bambino non è affatto di tipo quantitativo, quanto piuttosto qualitativo, ovvero il bambino vede e interagisce col mondo non in maniera minore dell’adulto, semplicemente in maniera diversa (Jean Piaget).

L’uomo, e così anche la sua creatività, si sviluppano progressivamente durante l’intero percorso esistenziale. Ma che rapporto c’è tra creatività e sviluppo? Cosa può sostenere e stimolare la creatività?

Sempre Piaget ci dice che la conoscenza è un sistema di trasformazioni che diventa progressivamente adeguato.

I bambini conoscono sé stessi e il mondo attraverso esperienze sensoriali e attraverso i linguaggi corporeo-manipolativo, verbale e grafico-pittorico. La scoperta e il contatto con l’ambiente, con la natura rende l’apprendimento concreto e costruttivo.

La curiosità che porta il bambino a fare esperienza degli oggetti del mondo contribuisce ad accrescere in lui consapevolezza dei propri sensi.

L’idea che l’arte possa essere lo strumento preferenziale per incanalare, in maniera costruttiva, l’energia creativa racchiusa nel bambino è da rintracciare in John Dewey, filosofo e pedagogista americano, il quale era convinto che l’arte, l’educazione artistica, non dovesse essere vissuta come una esperienza a sé stante ma piuttosto andasse considerata in relazione allo sviluppo psicologico e sociale dei singoli individui.

Il bambino conosce attraverso i sensi, non semplicemente attraverso la ragione. Le esperienze lo coinvolgono in maniera sensoriale portandolo ad integrare le sue capacità percettive. Un coniglietto comparso “magicamente” alla parete è una esperienza artistica da cui il bambino “spettatore” trae benefici sperimentando la gamma di emozioni di cui dispone.

Ne consegue, quindi, che il risultato del fare artistico durante l’infanzia certo non è la realizzazione creativa di un qualche manufatto da parte dei bambini, ma l’insieme di competenze di cui “nel fare creativo” il bambino si serve: la capacità di osservazione, le abilità mnemoniche e l’immaginazione.

L’arte, l’educazione artistica, contribuisce, dunque, a sviluppare quell’insieme di competenze di cui prima il bambino, poi il futuro adulto, si servirà per compiere scelte critiche e giungere alla risoluzione di problemi, anche in maniera creativa.

Illustrazione inedita realizzata da Alessia Iuliano.